Ri-Generazioni

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Nonna Anna, aquilana classe 1927, sussurra una parola segreta nell’orecchio della pronipote Giulia, nata nel 2012.

La parola è trasmessa di bocca in bocca, un bimbo dopo l’altro fino al più piccolo di pochi mesi. E’ un tempo circolare che parla di memoria intergenerazionale, l’immota manet che mantiene viva l’anima della città in ricostruzione.

La serie fotografica, stampata su gigantografie in pvc, è stata allestita a dicembre 2015 in Piazza Duomo sui ponteggi del cantiere MIC del gruppo Gravina. Ri-Generazioni rimarrà esposta fino a conclusione dei lavori di recupero dell’edificio.

La storia di queste fotografie comincia lo scorso maggio durante l’evento Ri-Generazioni, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di L’Aquila all’interno di un ciclo di incontri volti a promuovere l’arte come motore di rinascita sociale.

In quell’occasione abbiamo allestito un set fotografico in collaborazione con ActionAid L’Aquila, che lavora insieme alle scuole aquilane sulle fragilità sociali, la multiculturalità e la promozione della cittadinanza attiva.

Abbiamo scelto di raccontare L’Aquila attraverso i volti dei bimbi nati dopo il sisma perché nella loro idea di città non esiste nostalgia. Sono nati in una città-cantiere, conosceranno L’Aquila di ieri solo grazie ai racconti delle generazioni che li hanno preceduti.

A noi il compito di trasmettere l’identità del territorio, a loro quello di farci innamorare del presente. In questa chiave nulla può essere distrutto. Memoria e creatività sono il vero cemento di una città che lotta per rinascere.

L’opera è parte del progetto di arte pubblica Off Site Art / ArtBridge per L’Aquila a cura di Veronica Santi, che dal 2014 accompagna con decine di installazioni la ricostruzione del centro storico.

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