30 09 09

L’Aquila e la Libertà d’informazione

nodeportazione web

I Comitati Cittadini dell’Aquila aderiscono alla Manifestazione per la Libertà d’Informazione
L’Aquila grida.
L’Aquila è coperta da una cortina di fumo mediatica. La “politica del fare” adottata nell’aquilano dal Governo e dalla Protezione Civile dopo il terremoto del 6 aprile, richiede una precisa strategia mediatica che deve mostrare una facciata di efficientismo e perfezione. Così il giornalismo che si sviluppa all’Aquila, fatte salve poche eccezioni, è come se si fosse in una zona di guerra. Gli eventi di cronaca vengono documentati da giornalisti raggruppati in pool, accompagnati in loco per assistere alla rappresentazione di turno, poi riaccompagnati altrove. Nei campi di accoglienza è difficilissimo entrare per parlare con le persone: se si è autorizzati a farlo, si viene accompagnati da addetti della Protezione Civile e, a volte, dalle Forze dell’Ordine. Ogni forma di negatività, di lamentela, viene rigorosamente ignorata e si cerca di farla passare sotto silenzio. Gli slogan utilizzati da Governo e Protezione Civile sono forti; la loro comunicazione si muove ad alti livelli, come dimostra l’ultimo, clamoroso spot filogovernativo dello speciale “Porta a Porta” su RaiUno. Si scelgono come paradigmi i luoghi in cui ci sono fatti documentabili, si dimenticano volutamente i luoghi dove si è fatto poco o niente. Allo stesso modo, l’uso dei termini è emblematico: Ricostruzione, una falsità per mascherare la costruzione di nuovi edifici permanenti. Container, un termine volutamente negativo per dissuadere dalla richiesta dei moduli provvisori. Case, una promessa non mantenuta che fa dimenticare altri termini chiave, volutamente accantonati, come lavoro, tessuto sociale, scuola, zona franca. Fuori dall’aquilano, a volte persino all’interno dell’aquilano, a causa di questa precisa strategia mediatica, si pensa che tutto vada bene. Ma non è così, e per dimostrarlo la libera informazione è indispensabile e va tutelata e incoraggiata. Ecco perché stiamo creando un Presidio Media per l’Informazione Indipendente all’Aquila. Ecco perché riteniamo che L’Aquila sia, in questo momento, l’emblema del bavaglio all’informazione che è stato messo nel nostro Paese. Ecco perché pensiamo che L’Aquila debba essere al centro della Manifestazione Nazionale per la Libertà di Informazione del 3 ottobre. Noi a Roma, il 3 ottobre, ci saremo. Perchè come cittadine e cittadini aquilani siamo vittime di questa cortina mediatica e dell’assoluta mancanza di corretta informazione e comunicazione. (I Comitati Cittadini dell’Aquila)