Alla scoperta del gusto italiano

3e32.com – media indipendente L’Aquila – Gennaio 2010

Berlusconi sceglie l’Aquila come prima visita del 2010. La locale TvUno riporta che nella notte sono state cancellate le scritte sui muri contro Governo e Protezione Civile. Il set ora è impeccabile. Per gli italiani L’Aquila è ormai rappresentata da una serie di incomprensibili acronimi: musp, C.A.S.E, map. Mentre la vera città giace ancora tra le macerie, chiusa anche alla vista degli aquilani, il Silvio nazionale arriva alle 13.45 del 19 gennaio sorridente come un papà buono, orgoglioso come il creatore dell’impossibile. La sala per la stampa è pronta già da un’ora. Dentro c’è il megaschermo per osservarlo raccontare barzellette ai bambini e promettere una nuova biblioteca.

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Solo i suoi operatori possono seguirlo, succederà anche nelle frazioni di Paganica e  Cansatessa salvo qualche eccezione.  Ci sono una trentina di giornalisti ma il servizio che andrà in onda sarà praticamente unico. Funziona così: grazie al megaschermo i giornalisti prendono appunti delle sue raffinate battute, fanno richiesta dell’unico cd con le riprese messo a disposizione dal governo, e se ne tornano a casa il più delle volte senza fare nemmeno una domanda.  All’ingresso della scuola un consistente numero di forze dell’ordine e una quindicina di fan. C’è anche qualche maglietta con la scritta “L’Aquila con Silvio”. Per oggi non sono state organizzate proteste. Sarà per questo che i piani non subiranno variazioni. Tutti e tre gli appuntamenti sono rispettati con la precisione di un orologio svizzero. Quando c’è aria di dissenso seguirlo diventa impossibile, finisce sempre con un giretto in elicottero e via.

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Terminato l’intervento nella scuola il presidente non si risparmia il contatto diretto con il gruppetto di fan. Poi di corsa verso la new town di Paganica. Lentamente, dopo cinque minuti, partono anche i due vecchi pulmini per la stampa. Sembra l’armata Brancaleone. Quando si arriva a destinazione Berlusconi è già a pranzo con una famiglia del posto, blindato. Ricomincia la ricerca delle riprese video: “A te le hanno date? Dove le trovo?”. Nel cortile si radunano curiosi, giornalisti, forze dell’ordine per bloccare i giornalisti, e alcuni sostenitori di mezza età, probabilmente assegnatari del piano Case.

paganica-carabinieriweb1Nel frattempo il presidente della Regione Chiodi e il prefetto dell’Aquila Gabrielli ascoltano le lamentele sull’abbandono dei centri storici  come due amiconi di vecchia data. Verso le quattro si forma di nuovo il cordone di blocco. Riparte l’auto blu e la corte si sposta in direzione Cansatessa. Anche qui c’è già una transenna a dividere il potere dalla stampa. Al di là qualche abitante dei m.a.p, una serie di autorità tra cui Bertolaso, qualche giornalista per fare le domande giuste, come quella sul terremoto di Haiti. Una signora lo chiama, vuole a tutti i costi una foto con il presidente. Avviene così il secondo bagnetto dell’autostima.

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Verso le 16.30 il giro sembra terminato, Berlusconi e Bertolaso salgono sulla stessa macchina, partono anche le auto con la scorta. Nella stradina che costeggia i map una giovane ragazza insegue la macchina del presidente, lo chiama, batte sui vetri chiedendo di fermarsi:

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“Mi ascolti un secondo si fermi è importante!”. L’auto si ferma e la portiera si apre nella confusione generale della scorta. La ragazza parla esagitata di un incontro con i giovani, una sua amica infila la videocamera e riprende B&B nei sedili posteriori. La stampa riporterà di un’ingente macchina per la sicurezza messa in atto per la visita a L’Aquila del Presidente Berlusconi, una delle prime uscite dopo l’aggressione di Milano.

Ore 17 -il pulmino mi riporta al punto di partenza. La gita è finita e l’Amore ha trionfato. Termino la fantomatica avventura nel peggiore dei posti possibili, tanto per farmi male fino in fondo. Una giornata alla scoperta del gusto italiano.

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